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Piemonte: pubblicato il Calendario Venatorio 2019/20

Piemonte: pubblicato il Calendario Venatorio 2019/20
La Giunta regionale del Piemonte venerdì 5 luglio ha votato il Calendario Venatorio 2019/20, dopo che l'assessore uscente, che aveva predisposta e discussa con la Consulta la bozza del documento, mandata ad ISPRA per l'approvazione, aveva preferito lasciar l'incombenza di regolamentare la nuova stagione ai nuovi inquilini di Piazza Castello, mettendo in forte difficoltà il mondo venatorio che, tra le altre penalizzazioni, era stato costretto a far slittare di alcune settimane l'apertura della caccia di selezione al capriolo.
 
I fatti: il 26 maggio si era votato per la regione, e a vincere nettamente era stato il Centrodestra, con Alberto Cirio eletto nuovo presidente al posto di Sergio Chiamparino del PD.
Nei cinque anni precedenti l'amministrazione dell'ex sindaco di Torino, e del suo assessore alla caccia Giorgio Ferrero, era stata caratterizzata da un continuo scontro con il mondo venatorio fatto di ricorsi continui al TAR e reiterate proteste, tanto che i cacciatori erano scesi in piazza ben due volte, la prima il 10 giugno 2016 e la seconda l'8 giugno di due anni dopo, proprio per manifestare contro le scelte del Centrosinistra.
Tutto inutile, perché il 19/06/18 il Consiglio Regionale del Piemonte aveva anche votato la peggior legge ( lr. n.5) sull'attività venatoria non solo d'Italia, ma molto probabilmente di tutta Europa, con divieti e limitazioni assurde, come quella di cacciare nelle domeniche di settembre, o dell'uso dell'abbigliamento alta visibilità (con bande retrorifelttenti per le bretelle!) per tutti i tipi di caccia, comprese quelle d'appostamento come la migratoria. 
Per non parlare poi delle specie cacciabili, in numero più che dimezzato rispetto a quelle previste dalla l.157/92.
Ora con il cambio di linea politica i cacciatori piemontesi sperano che la situazione possa tornare presto alla normalità, ma debbono ancora fare i conti con una legge regionale che certo non potrà venir modificata, o spazzata via, in poco tempo, e certamente non prima dell'inizio della stagione venatoria.
Il calendario pertanto risente ancora di queste limitazioni, anche se il lavoro di alcune associazioni venatorie ha consentito di apportarvi piccoli miglioramenti, sicuramente insufficienti per poter poter fare un confronto con quello di altre regioni limitrofe, ma comunque un primo passo verso il ritorno alla normalità.
Alcuni punti sono da segnalare, come l'apertura della stagione fissata per sabato 21 settembre, rispetto al 23 proposto dall'assessore Ferrero; la quaglia cacciabile a partire dall'apertura e non più da ottobre; beccaccia e beccaccino per le quali si potrà cacciare sino al 9 gennaio invece del consueto 31 dicembre; la minilepre sino al 19 dicembre, e non chiusa più insieme alla lepre.
Il nuovo assessore all'agricoltura, caccia e pesca, Marco Protopapa, della Lega, durante i primi incontro avuti con i rappresentanti del mondo venatorio si è detto disponibile a rivedere la materia, e naturalmente ora ci si aspetta che anche la lr.5 finisca nel cassonetto della spazzatura, o quantomeno venga drasticamente rivista e modificata. 
 
Allegato calendario venatorio.
 
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