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Come tarare il cannocchiale in aperta campagna - III parte

Come tarare il cannocchiale in aperta campagna - III parte

di Marco Benecchi

Se teniamo ben salda l’arma, magari bloccandola sul con del nastro adesivo, l’optimum sarebbe quello di portare il reticolo al centro dei colpi sparati, senza preoccuparsi di contare i click. Le ottiche americane riportano sulla ghiera di regolazione verticale una freccia con la sigla UP (da girare in quel verso se si vuole alzare il punto d’impatto o al contrario se lo si vuole abbassare) mentre sulla ghiera laterale c’è una R ( ruotandola nel verso della freccia il colpo andrà verso destra e viceversa). Gli strumenti europei, tedeschi o austriaci, adottano come sigle rispettivamente H e R. Nel caso del brandeggio orizzontale, la deriva, una buona regolazione è bene eseguirla usando direttamente le viti contrapposte laterali che quasi tutti i migliori attacchi in commercio hanno in dotazione. In questo modo siamo certi che l’ottica è montata perfettamente parallela all’arma ed almeno la molla della torretta di destra rimane quasi in posizione neutra. Dopo di che ripetiamo l’operazione tirando un altro paio di colpi. Se questa volta colpiremo nel punto voluto potremo passare alla fase successiva spostando la pedana a cento metri, distanza che ritengo ottimale anche per la taratura definitiva. Sostituiremo il bersaglio con un altro che abbia dimensioni e disegno tali da essere mirato agevolmente limitando al minimo l'errore ottico di sovrapposizione del reticolo sul “target”. A questo proposito vi rimando al box dove sono riportati i bersagli che preferisco. Molte munizioni originali, all’interno della loro confezione, riportano le tabelle balistiche; mentre se siamo intenzionati a tarare l’arma con delle cartucce ricaricate, tutti i migliori manuali descrivono le traiettorie dei loro proiettili in funzione delle velocità a cui vengono spinti. I medi calibri ad alta velocità (da 6 a 7 mm) se tarati a duecento metri, a cento quasi tutti hanno un alzo di circa 40 millimetri. Al nuovo bersaglio tireremo i classici tre colpi, impugnando e mirando sempre nello stesso punto e allo stesso modo. Lo Spotting Scope ci “dirà” se è necessario apportare ancora dei piccoli ritocchi o se la nostra carabina sparerà finalmente nel punto giusto. La prima rosata è quella che decide le sorti della taratura. Deve essere contenuta, nell’ordine dei 25- 40 millimetri; se i colpi “sfarfallano” a destra e a sinistra, in alto o in basso, c’è sicuramente qualcosa che non va e non è quindi il caso di continuare a sprecare i colpi. Dovremo ricontrollare l’incassatura, il montaggio del cannocchiale ed anche l’accuratezza delle munizioni. Se invece i nostri colpi avranno colpito un punto qualsiasi del bersaglio ma sono ben raggruppati, potremo ritenerci soddisfatti e con pochissimi click sposteremo la rosata secondo la taratura desiderata. Quando a cento metri una palla colpisce due dita ( 35-45 mm) sopra il centro del bersaglio, potremo star certi che sparando da 50 a duecentocinquanta metri, di calcoli ne dovremo farne ben pochi. Se abbiamo a disposizione un tratto di terreno sufficientemente lungo potremo avventurarci a verificare la nostra taratura anche ad altre distanze, ma in linea di massima dovremmo essere in grado di poter andare a caccia con tranquillità. Durante la sessione di tiro sono da evitare surriscaldamenti della canna. E’ buona norma lasciarla freddare dopo pochi colpi, a caccia il primo colpo lo tireremo con la canna a temperatura ambiente!! Spero di non aver dimenticato nulla, ho cercato di dare una minima “infarinata” a chi, per passione o per necessità, deve tarare la propria carabina da solo. State certi che con un minimo di pratica chiunque è in grado di svolgere bene questo semplice quanto delicato lavoro, e chi ci riuscirà bene, oltre ad avere la certezza di possedere uno strumento perfettamente efficiente avrà anche la soddisfazione di esserselo preparato personalmente.

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