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Ottiche: montare più cannocchiali su una singola arma

Anche se di certo non sarò stato l’unico, ad essere riuscito a corredare una singola arma rigata (sia carabina sia basculante) con due o addirittura più ottiche, sicuramente sono stato tra i primissimi appassionati di caccia a palla in Italia a farlo.
DSCF5461Nel corso degli anni, sempre con infinita pazienza, con una buona dose di manualità e con la voglia di fare dettata dall’esigenza, sono riuscito a montare più cannocchiali, collimatori vari elettronici a punto rosso ed anche visori notturni su una singola arma.
Ma il bello è che, oltre ad essere riuscito a rendere tutti quegli strumenti di precisione perfettamente intercambiabili tra loro, sono riuscito a mantenere inalterata la taratura di ognuno anche dopo ripetuti scambi, montaggi e rimontaggi.
Devo ammettere che non sempre é stato facile mettere in pratica le bizzarre fantasie mie e di tanti amici e conoscenti, ma se qualche volta ci sono riuscito è stato sopratutto grazie all’infinita pazienza del grande Roberto Poli (contitolare assieme alla sorella Daniela della POLI Nicoletta & C., la ditta gardonese famosa in tutto il mondo per la produzione di attacchi e d’accessori), che mi ha costantemente fornito i pezzi necessari per costruire i più turpi prototipi e per dar vita alle mie stravaganti invenzioni. 
Montare più strumenti ottici su una sola arma l’avevo già visto fare persino al cinema, ricordate “Salvate il soldato Ryan”? Quando il cecchino (guarda caso “mancino” come il sottoscritto!) alternava  le ottiche sul suo Springfield a seconda dell’esigenza?
A me l’idea di cimentarmi in questa impresa venne tanti anni fa, quando decisi di tentare di soddisfare un amico che con una carabina Browning BAR calibro 30.06 voleva praticare sia la caccia di Selezione con un’ottica a forte ingrandimento, sia la caccia in battuta al cinghiale con il Punto Rosso.
Luigi, così si chiamava, non tanto per problemi economici che grazie a Dio non ha mai avuto, quanto per il grande affiatamento che aveva con la sua fida semiautomatica, si era intestardito a voler far tutto con una sola arma ed inoltre non aveva neanche la voglia di andare spesso al poligono per ricontrollare le tarature.
Il mio amico mi sfidò a trovare una valida soluzione e quella volta fu facile accontentarlo, perché bastò chiedere a Roberto Poli di mandarmi una semplice base pivot (art. 01.001) con due coppie di anelli (una da 1” per l’ottica ed una da 30 mm per il Pro Point) ed il gioco era fatto.
Furono sufficienti pochi colpi di lima e dei leggeri ritocchi di carta abrasiva per rendere perfettamente intercambiabili i quattro incastri delle due coppie d’anelli.
Spesso però non si ha la stessa fortuna, specialmente quando occorre montare dei congegni particolari o inusuali, come ad esempio i sistemi da mira olografici (che oltre ad essere molto alti sulla linea di tiro, nascono già predisposti per essere montati su delle basi tipo Weaver o Piccatinny) oppure dei visori notturni che devono essere montati praticamente attaccati all’occhio del tiratore.DSCF7684
In quei casi le difficoltà da superare non sono poche e non sempre è possibile garantire la solidità necessaria al fine del mantenimento della precisione. Innanzi tutto c’è da controllare se è possibile montare lo strumento all’altezza e alla distanza giusta tra l’oculare ed il calcio, in modo che poi risulti comoda l’imbracciatura e la distanza con l’occhio.
Poi c’è da vedere se in commercio esistono le basi, gli anelli  e/o le scine che ci possono aiutare a costruire un attacco artigianale solido e intercambiabile. In ultimo c’è da considerare anche il costo dell’operazione, se in pratica il gioco vale la candela.
Vi sarà spesso capitato di vedere nelle armerie o in qualche foto pubblicata sulle riviste specializzate delle bellissime valigette portafucili predisposte per contenere comodamente una carabina corredata con più canne e più ottiche.
Solitamente una canna  è camerata in un calibro da battuta (30.06, 8 x 57 JS, 9,3 x 62, ecc) e l’altra in un calibro per la caccia all’aspetto (270 W, 7 x 64,  7 mm RM, 300 WM, 8 x 68, ecc).
E le  ottiche abbinate sono molto specialistiche come l’1,25 – 4 x 24 e l’8 x 56, oppure l’1,25 – 4 x 24 e il 3 – 12 x 50.
Queste erano delle combinazioni “classiche” che andavano molto di moda fino ad alcuni anni fa, ma oggi, secondo il mio modesto parere, credo che sono diventate anacronistiche.
Non è più il caso di ricorrere alla seconda canna  perché esistono tantissimi calibri veramente “tuttofare”, né di ricorrere al doppio cannocchiale (che forse era il motivo principale della scelta del multicalibro) perché le ottiche da mira d’ultima generazione sono degli strumenti di altissima precisione e soprattutto sono versatilissime.
Prendiamo ad esempio gli splendidi Z6 i della Swarovski 1 – 6 x 24, 1,7 – 10 x 42 e 2,5 – 15 x 56 P; sono dei cannocchiali stupendi con cui, con pochissima pratica, puoi fare dal cinghiale in battuta al camoscio in alta montagna, ma anche l’orso al carnaio e tutti i grandi e prestigiosi selvatici alla cerca.
Se invece vogliamo alternare sulla nostra arma un cannocchiale tradizionale con un puntatore di tipo elettronico, o magari anche con un mirino notturno, allora dobbiamo umilmente andare dal nostro armaiolo (non armiere, badate bene!) di fiducia e metterlo in croce.
Un bravo armaiolo, oltre ad essere molto esperto e con una grande padronanza del proprio lavoro, dovrà avere anche una notevole dose di fantasia ed il quadro completo su tutti tipi di attacchi in commercio, in modo che possa trovare subito quelli che si prestano meglio di altri ad essere modificati e/o accuratizzati.
Le case costruttrici d’attacchi e d’accessori, per quanto possono sembrare tantissime, non sono poi invece molte.
Tra le ditte americane costruttrici di buoni prodotti in acciaio (quelli in alluminio non li considero neanche) possiamo citare BigMount, Williams, Warne,  Talley, Burris,  Redfield, Leupold, Tasco, Ruger e tra le europee Buehler, Rachnagel, CZ, Sako – Tikka – Valmet, Steyr, EAW (Ernest Apel), Mak Kilic, HK, Blaser (che comunque molti modelli glieli fa la tedesco-turca Mak), Poli Nicoletta e i Fratelli Alessandro e Andrea Contessa.
DSCN9177Tutte hanno in catalogo basi, anelli, scine ed accessori vari che consentono di poter veramente montare “ di tutto su tutto”, ma l’eccezione è sempre in agguato.
Infatti non tutti i modelli in commercio consentono, anche nei montaggi più comuni, un rapido smontaggio – rimontaggio e pochi hanno quegli accorgimenti tecnici necessari a mantenere inalterata la taratura dell’ottica dopo che avremo eseguito tali operazioni.
Molti hanno cataloghi ricchissimi di componenti, vendono persino basi ed anelli prefinti, inserti, spessori, distanziatori, staffe grezze e minuterie varie che permettono di montare qualsiasi strumento ottico da puntamento, sia tradizionale sia elettronico, con un altissimo grado di precisione, ma purtroppo non sono certo a buon mercato e la loro reperibilità spesso è incostante.
Specialmente nelle armerie di provincia non sempre si riesce a trovare i semplici attacchi veri e propri, figuriamoci gli accessori che ci serviranno per mettere in pratica le nostre fantasiose esigenze.
Gli attacchi Contessa sono i miei preferiti, oltre a costare meno dei prodotti teutonici, possono essere richiesti direttamente in fabbrica già modificati ed è estremamente facile procurarsi anche tutti i pezzi necessari per rendere intercambiabili due – tre o addirittura più ottiche tra loro.
Tra le ditte americane, mi hanno invece favorevolmente impressionato i modelli Quick Relase della Leupold.
Sono quegli attacchi inconfondibili perché hanno due vistose levette di bloccaggio manuale degli anelli poste lateralmente alle basi. Le basi possono essere sia in due pezzi  sia monopezzo e sono proprio quest’ultime che si prestano molto bene ad essere modificate.
I QR sono semplici, validi e robusti, sono costruiti con grande precisione, ma purtroppo non consentono nessun tipo regolazione, né verticale né orizzontale.
Costano forse meno di quel che valgono e permettono una validissima intercambiabilità tra ottiche di diverso peso, ingombro e ingrandimento, a patto che siano di tipo convenzionale e cioè che abbiano il corpo a tubo, non importa se da 1”, 26 mm o 30 mm. Io su una base monopezzo QR per carabine Browning BAR sono persino riuscito a montare sempre “a sgancio rapido” persino un mirino olografico Docter Sight Pluss II, anche se devo ammettere con una notevole difficoltà.
Non sto qui ad elencarvi tutte le volte che mi sono dovuto sobbarcare l’incarico di montare i più stravaganti strumenti ottici di puntamento sopra a: fucili lisci, carabine bolt action, semiautomatiche, a leva, monocolo, basculanti vari ed anche su molte armi ex militari, ma posso promettervi che se avrete qualche piccolo problema in materia e magari vorrete un consiglio su come risolverlo, scrivete tranquillamente alla nostra Redazione, ed io cercherò di esservi utile in qualche modo.
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